Agriturismo Gibil Gabib

Azienda Museo

Sulla montagna di roccia calcarea, da millenni, l’uomo, beneficiando del sole caldo e asciutto, ha costruito le sue case e le sue tombe, utilizzando le valli e le colline circostanti per coltivare cereali, tra i quali principalmente il grano, sviluppando un modello di civiltà perfettamente integrato nel sistema mediterraneo.

A valle verso sud ovest, a un km circa dall’antica città e necropoli  GIBIL GABIB, la lontana presenza dell’uomo è testimoniata dalla traccia del letto di una tomba, da una bozza di sarcofago e da una ciotola (mortaio) di pietra per macinare anche i cereali.

Qui sorge l’agriturismo GIBIL GABIB, alla vista di estese colline che mutano colore di stagione in stagione, dal bruno dell’autunno, al verde intenso della primavera, al giallo delle stoppie dell’estate, residui della trebbiatura del grano, da sempre fonte primaria dell’economia del territorio ad eccezione di una breve parentesi economica rappresentata dalla produzione dello zolfo, abbandonata negli anni settanta del secolo scorso, per restituire il primato all’agricoltura e alla zootecnia.

Anche l’azienda agrituristica utilizza gran parte del proprio terreno per la coltivazione del grano, ma da un decennio ha avviato un percorso di diversificazione delle colture procedendo all’impianto di ulivi da mensa di qualità pregiata (nocellara del Belice, dell’Etna, di Santa Caterina), mandorli, fichidindia, e frutta varia, soprattutto nei terreni di Petralia Soprana nonché ottimo olio di biancolilla a Casteldaccia.

Il territorio con le sue numerose testimonianze archeologiche arricchisce i vari musei della provincia tra i quali di notevole rilievo quello di contrada Santo Spirito a Caltanissetta, quelli di Gela e Marianopoli, etc.; molto interessante l’archivio mineralogico dell’Istituto Tecnico Industriale S. Mottura di Caltanissetta, dove è possibile ammirare splendidi cristalli di zolfo e meravigliose composizioni cristalline provenienti da diverse parti del mondo nonché una interessante collezione di fossili siciliani.

All’interno dell’azienda sono esposte opere che rappresentano momenti difficili della vita dei contadini siciliani vissuti subito dopo la seconda guerra mondiale, quando avviarono grandi lotte per il superamento del feudo e una maggiore giustizia nei rapporti tra proprietari e mezzadri.

Di notevole rilievo: La Pizzuta, dal nome della montagna dalla quale la banda Giuliano il 1° maggio 1947 sparò sulla folla di contadini radunati per la festa del lavoro (Strage di Portella delle Ginestre); l’agguato a Placido Rizzotto; la temerarietà di Salvatore Carnevale; le frustate di Luigi Calabrò, etc…

A un paio di km dall’agriturismo sgorga da una sorgente naturale l’acqua sulfurea che per molti secoli è stata utilizzata come ottimo farmaco dermatologico, efficacissimo per la cura delle malattie della pelle. La sorgente è facilmente raggiungibile con una passeggiata sulla strada in terra battuta che attraversa un piccolo bosco di eucaliptus. L’acque è raccolta in piccole vasche ricavate in blocchi di pietra svuotati con martello e scalpello.

La posizione centrale rispetto al territorio siciliano consente di raggiungere con facilità vari siti artistico-archeologici tra i quali la splendida Villa Casale di Piazza Armerina, la straordinaria Valle dei Templi di Agrigento, la città di Caltagirone nota per la raffinatezza delle ceramiche e le tante altre sedi artistico culturali. Dal punto di vista agricolo di grande interesse sono i vigneti di Canicattì e comuni vicini, i ficodindieti  di San Cono e i diversi impianti di frutteti dei comuni prossimi alla città di Caltanissetta. Ampi spazi e strade in terra battuta consentono attività sportive e lunghe passeggiate per visitare l’area archeologica e respirare aria purissima all’interno del bosco di eucaliptus.

 

Qui tutto è possibile perché il sole vi splende tutto l’anno.